Gli Alti Elfi sono Ugro-Finnici?
di Harri Perälä - Adattamento e cura di Gianluca Comastri

Indice

Introduzione

Il Quenya è un linguaggio artificiale creato dal Professor J.R.R. Tolkien. E' la lingua degli Alti Elfi di Arda, il "mondo secondario" di Tolkien nel quale le sue opere, come Il Signore degli Anelli, sono ambientate. Tolkien creò numerose lingue che erano parte del suo mondo fittizio, ma solo le due Eelfiche, il Quenya e il Sindarin, divennero più o meno complete.

Quanto segue è il mio tentativo di mettere in risalto le similitudini e le differenze fra il Quenya e la mia lingua madre, il finnico. Mi concentrerò sulle forme posteriori della lingua, talvolta chiamate Quenya maturo (vedi Storia del Quenya dal nostro punto di vista).

Non ho competenze in linguistica, perciò vogliate perdonare le mie imprecisioni nell'uso della terminologia. Se avete commenti, sarò lieto di ascoltarvi.

Riassunto

Secondo il suo creatore, i modelli principali del Quenya furono il latino, il finnico e il greco. Si potrebbe forse dire che il finnico fu il più importante di questi agli inizi, perché diede a Tolkien l'impulso iniziale a creare il Quenya. L'influenza finnica invero sembra forte nelle forme primeve della lingua, almeno nel vocabolario, ove molti vocaboli sono in stile finnico. Più tardi la lingua si distanziò un poco dal finnico, ma la somiglianza non disparve mai.

La comparazione della grammatica delle due lingue mostra che entrambe sono lingue piuttosto altamente flessive, con un alto numero di casi. D'altra parte, i dettagli delle loro strutture non sembrano essere molto simili. In conformità con quanto è noto della grammatica Quenya, sembra essere alquanto più semplice di quella finnica.

La fonetica e la fonologia - i suoni di una lingua e il sistema che essi formano - erano importanti per Tolkien, che voleva più che altro che le sue lingue avessero una bella sonorità. In questo alcune caratteristiche del Quenya s'accordano chiaramente col finnico: entrambe le lingue usano le vocali assai frequentemente, e nessuna delle due consente l'uso di gruppi consonantici pesanti. Tuttavia vi sono molte differenze, tali come le molte consonanti in Quenya sono aliene al finnico. Il Quenya difetta anche di molte particolarità considerate tipiche del finnico.

Come naturale risultato delle similitudini nella struttura fonetica, in Quenya ci sono molte parole che non sarebbero impossibili in finnico. Alcune di esse esistono realmente in finnico, avendo un significato diverso. Un dizionario etimologico di Tolkien contiene circa una dozzina di veri e propri prestiti dal finnico, alcuni dei quali possono trovarsi nel Signore degli Anelli da parte di un lettore attento. Anche alcuni nomi Quenya nella mitologia di Tolkien potrebbero avere radici finniche.

Rautala ha posto anche una domanda semiseria simile al titolo del mio articolo. La sua risposta è no - se il Quenya fosse una lingua "reale", non potrebbe essere collocata nel gruppo ugro-finnico. Credo che concorderei. Il Quenya è chiaramente una lingua propria, sebbene debba molto ai suoi modelli tali come il finnico.

Storia del Quenya dal nostro punto di vista

Mentre studiava ad Oxford, il giovane J.R.R. Tolkien s'imbatté in una grammatica finnica. La lingua fece una forte impressione su di lui, come più tardi descrisse in una lettera: "Fu come scoprire una completa enoteca riempita con bottiglie di un vino straordinario di una varietà e di una fragranza mai gustata prima. Ne fui completamente intossicato" (citato in Carpenter e Fauskanger, Il vizio non troppo segreto).

Le lingue erano state lo hobby di Tolkien fin dall'infanzia, ed egli aveva già tentato di inventarne di proprie. Con questa nuova fonte di ispirazione iniziò a elaborare una lingua che fosse fortemente influenzata dal finnico. Mentre la sviluppava iniziò a sentire che la lingua aveva bisogno di una storia e di un mondo in cui fosse parlata. Durante la I Guerra Mondiale Tolkien decise di connettere la lingua con i miti che aveva appena iniziato a scrivere. Le storie sarebbero alfine evolute ne Il Silmarillion, e la lingua era ora diventata una lingua elfica chiamata Qenya.

L'influenza del finnico era piuttosto ovvia nelle primissime forme del "Qenya". Osservando l'indice di uno dei primi lemmari, si possono trovare molte parole finniche o pseudo-finniche. La lingua subì molte modifiche (una delle meno significative fu il cambiamento della compitazione del suo nome in Quenya), finchè non raggiunse la forma relativamente definitiva che possiamo vedere nel Signore degli Anelli e negli scritti posteriori. Alcuni chiamano questa forma Quenya maturo. Il suo vocabolario sembra avere un minor numero di prestiti diretti dal finnico.

Ovviamente il finnico non fu l'unica lingua ad influenzare il Quenya. Lo stesso Tolkien descrisse il Quenya come "composto su di una base latina con due altri ingredienti (principali) che mi danno un piacere 'fonoestetico': il finnico e il greco" (in una lettera citata da Fauskanger, L'Antica Lingua). Inoltre, in TolkLang, messaggio 28.48, B. Philip Johnsson fa notare che la protolingua elfica e il Quenya sono stati influenzati dalle lingue uraliche[1] in generale, non solo dal finnico.

La storia del Quenya dal punto di vista degli Elfi

In aggiunta alla sua storia nel mondo reale, il Quenya aveva anche una storia immaginaria inventata da Tolkien. Lo sviluppo dell'elfico e di altre lingue è una parte integrante della storia di Arda.

Come tutte le altre lingue elfiche, il Quenya discendeva dalla protolingua nota come Quenya primordiale [Primitive Quendian nelle fonti originali, N.d.C.]. A Valinor il Quenya era la lingua comune parlata dai Vanyar, dai Noldor e persino dai Valar. Infine fu portato nella Terra di Mezzo dai Noldor. Nel Beleriand, tuttavia. agli esuli Noldorin fu proibito parlare apertamente la propria lingua. Il Quenya sopravvisse, ma divenne per lo più una lingua letteraria o una "lingua alta" usata nelle cerimonie.

Il Quenya era inteso come una lingua arcaica, che "preservò le caratteristiche principali dell'originale linguaggio Elfico, inventato dagli Elfi quand'essi dapprima si destarono sul lago di Cuiviénen " (Fauskanger, L'Antica Lingua). Anche il finnico è molto conservatore per quanto riguarda le forme fonetiche dei vocaboli. Per esempio, esso ha conservato le vocali finali in molte parole di antica origine ugro-finnica e nei prestiti germanici antichi. Ciò è dimostrato dall'antica parola germanica *raudha [La dh di raudha si pronuncia come th nell'inglese this], che è diventata röd in svedese e red in inglese, ma che in finnico ha conservato la forma rauta[2]. (Hakulinen)

Il vocabolo rauta esiste anche in Quenya, consentendo alcune comparazioni interessanti. Secondo un resoconto etimologico la parola Quenya rauta deriva da una radice RAUTÂ, il che significa che la parola è apparentemente cambiata molto poco rispetto alla sua primissima forma. Il Sindarin, una lingua elfica imparentata con il Quenya, ha anch'esso una parola che proviene dalla medesima origine. Tuttavia questa parola ha sperimentato maggiori cambiamenti, diventando rhaud o rod. (Tolkien)

Confronto grammaticale

Le similitudini nella struttura sonora sono sovente menzionate discutendo le correlazioni tra il Quenya e il finnico, ma questo non è il solo ambito in cui possono trovarsi connessioni. "La struttura grammaticale," scrive Fauskanger "che coinvolge un gran numero di casi e di altre inflessioni, è chiaramente ispirata al latino e al finnico" (L'Antica Lingua).

Il finnico e il Quenya sono perciò ambedue lingue sintetiche: esprimono i concetti aggiungendo desinenze ai vocaboli piuttosto che usando preposizioni e altre piccole parole separate. Come esempio semplice, in finnico "in una casa" si dice talossa e apparentemente coasse in Quenya.

Se le parole e i suffissi possono essere "incollati" insieme senza cambiamenti, una lingua si dice agglutinante. Il Quenya che il finnico sono ambedue così in linea di principio, ma nessuna delle due è una lingua puramente agglutinante. Un esempio in Quenya è casar + la desinenza del partitivo plurale -li, che produce casalli invece di casarli (Fauskanger, L'Antica Lingua). In finnico hauki [3] + la desinenza genitiva -n produce hauen, non haukin.

Si dice usualmente che in finnico i casi siano quindici, mentre nel Quenya maturo ce ne sono nove o dieci. I casi stessi sono piuttosto diversi nelle due lingue, ma il loro amontare fa capire che esse sono più simili tra loro che non alla maggior parte delle lingue indoeuropee. I soli casi che sembrano realmente correlati sono il locativo Quenya -sse e l'inessivo[4] finnico -ssa/ssä, che ho utilizzato nell'esempio precedente "in una casa".

In Quenya i pronomi appaiono usualmente soltanto come desinenze: per esempio, in hiruvalye ("tu troverai") la parte che significa "tu" è -lye. I verbi finnici sono coniugati in conformità con il soggetto della frase, ed un pronome può sovente essere omesso; ma penso che vi siano altre lingue più simili al Quenya in tale aspetto.

Almeno uno dei suffissi pronominali è apparentemente un prestito dal finnico: la 1° persona plurale è contrassegnata con -mme in ambedue le lingue effettivamente il Quenya ha un'altra prima persona plurale). In Quenya esiste anche un pronome separato me 'noi'. Anche questo è identico al finnico. Un caso più incerto è quello della 1° persona singolare: in Quenya può essere o -nye oppure -n. Quest'ultima desinenza pare la stessa del finnico, ma potrebbe essere solo una coincidenza, dato che le consonanti nasali sono comuni nei pronomi di 1° persona nelle lingue di tutto il mondo.

Comunque, il Quenya sembra avere una struttura più semplice rispetto al suo modello ugro-finnico. Per esempio, esistono molte desinenze in finnico, come -ko/kö, -kaan/kään e -han/hän, che sono usate per esprimere interrogativi, enfasi o che altro (toimiikohan tämähän significa "mi domando se anche questo funzionerà"). Questi probabilmente non hanno equivalenti negli campioni pubblicati di Quenya. E' verosimile che un numero elevato di forme complicate non si adatti all'immagine che Tolkien aveva di una bella lingua.

I suoni del Quenya e del finnico

Diamo una prima occhiata alle consonanti delle due lingue (le righe corrispondono grosso modo ai diversi tipi di suoni) [L'elenco delle consonanti del Quenya è basato su L'Antica Linguadi Fauskanger. Per un modo di presentarle leggermente diverso (che rende il sistema ancora meno somigliante a quello del finnico), vedi Bradfield]:

Quenya Finnico
t, p, c
d, b, g
s, f, h, hw, hy
v
n, ng, m
l, hl
r, hr
w, y
t, p, k
d
s, h
v
n, ng, m
l
r
j

La c Quenya e la k finnica sono lo stesso suono compitato diversamente, come anche y e j. Con ng intendo il suono in king, non in finger[5]. Hw, hl e hr sono le controparti sorde di w, l e r, e hy è come la ch nel tedesco ich. Il finnico ha anche b, g, f e sh, che però appaiono solo nei vocaboli presi a prestito e non sono fonemi veri e propri.

Come mostrano le comparazioni, il finnico ha poche consonanti, specialmente sonore. Anche d, la sola occlusiva sonora, è un fonema relativamente nuovo creato dalla lingua scritta.

Una delle caratteristiche tipiche del finnico è il fenomeno chiamato gradazione consonantica. Esso indica l'indebolimento di t, p, k in certe posizioni. Per esempio, se aggiungiamo la desinenza del genitivo -n alla parola lappu[6], la consonante doppia si riduce a una sola, e otteniamo quindi lapun. In una situazione simile una singola p diventa v, così il genitivo di tapa[7] è tavan. Il Quenya non ha un sistema simile.

Le vocali sono assai frequenti in finnico. Approssimativamente ogni altro suono in finnico è una vocale, e le parole terminano solitamente in una vocale. Entrambe queste caratteristiche sono presenti anche in Quenya. La ricchezza di vocali devce essere stata uno dei tratti del finnico che fecero maggiore impressione in Tolkien.

Il Quenya ha cinque vocali, a e i o u, mentre il finnico ne ha otto, a e i o u y ä ö. Poiché il Quenya difetta delle vocali anteriori y, ä, ö, potrebbe non avere l'armonia vocalica, un'altra caratteristica tipica del finnico. In finnico, queste vocali non possono comparire nella stessa parola insieme alle vocali posteriori a, o, u (e, i sono invece neutre).

Entrambe le lingue evitano i gruppi consonantici, il finnico forse ancora di più del Quenya. Questo, assieme alla frequenza delle vocali, conferisce alle due lingue uno "stile" simile. Tuttavia, a causa delle molte differenze elencate in precedenza (e le differenze in ortografia), il Quenya non è uso apparire molto familiare a un finlandese. Anche il Quenya parlato verosimilmente suonerebbe poco familiare a causa del diverso posizionamento dell'accento: esso segue una regola simile a quella del latino, mentre il finnico ha sempre l'accento sulla prima sillaba.

Il vocabolario

Le etimologie

Il dizionario etimologico noto semplicemente come Etimologie, pubblicato in The Lost Road, ruota intorno a "radici primitive", dalle quali derivano tutte le parole. Esso fu scritto appena prima del Signore degli Anelli, il che significa che il suo Q(u)enya non è affatto "maturo", ma ne è assai prossimo. È in ogni caso la fonte unica più importante per il vocabolario elfico. Esso contiene (a una stima a spanne) un po' meno di 600 radici e circa 1000 parole in Quenya.

Rautala ha esaminato le Etimologie, trovandovi parole finniche riconoscibili sotto quindici radici. Queste parole hanno sia un significato analogo in entrambe le lingue che una pronuncia identica o quasi. Ella ha tenuto in conto i termini Quenya, le loro forme primeve (in elfico primitivo) e persino le radici. Usando questo metodo si può dire che una piccola percentuale del vocabolario Quenya è influenzata dal finnico.

Tuttavia, vorrei limitare questa analisi alle parole Quenya che possono essere realmente identificate come finniche. Questo ci lascerebbe solamente circa undici parole su mille; in altre parole, circa l'uno per cento delle parole Quenya contenute nelle Etimologie provengono direttamente dal finnico. Queste sono le parole che, secondo me, sono prestiti diretti:

Quenya Finnico
anta- 'dare' antaa, 'dare'
prefisso et- 'fuori, da'

eteen 'avanti, davanti'
prefisso etu- 'ante-'

hala 'piccolo pesce' kala 'pesce'
kulda 'rosso-oro, rosso fiamma
e altre forme
kulta 'oro'
lapse 'bambino' lapsi 'bambino'
nasta 'punta di lancia, punta, triangolo' nasta 'puntina da disegno, spillo'
panya 'aggiustare, sistemare' panna 'mettere, sistemare'
rauta 'rame', in seguito 'metallo' rauta 'ferro'
tie 'cammino, direzione, linea' tie 'strada, cammino'
tereva 'sottile, acuto' (da una forma
arcaica che significava 'acuto, pungente'
terävä 'aguzzo, tagliente'
tul- 'venire' tulla 'venire'

Per sapere esattamente quanto significativo sia quest'ammontare, sarebbe necessario sapere quanto del vocabolario Quenya sia stato preso in prestito da lingue realmente esistenti e quanto di esso sia pura invenzione. Sfortunatamente io non sono in grado di fare ipotesi a questo proposito. Tolkien di certo prese in prestito parole da varie lingue oltre al finnico, come per esempio l'ebraico, l'arabo, il cinese, il greco e le lingue scandinave.

In aggiunta ai prestiti effettivi, le Etimologie contengono parole Quenya che esistono in finnico in una accezione completamente differente. Probabilmente Tolkien conosceva abbastanza il finnico da riconoscere molte di queste parole, ma penso che alcune di esse siano solamente un risultato della somiglianza fonologica, piuttosto che effettivi prestiti. Dovrei dire che nelle Etimologie vi sono oltre ottanta di queste parole. Buona parte di esse sembrano avere la forma CVC-CV (C=consonante; V=vocale). Aalcuni esempi:

Quenya Finnico
amme 'madre'
arka 'stretto'
harya- 'possedere'
kúma 'il vuoto'
lanta- 'cadere'
poika 'puro, pulito'
ráka 'lupo'
Vala 'Dio, potere'
amme 'vasca da bagno'
arka 'timido'
harja 'spazzola'
kuuma 'caldo'
lanta 'letame'
poika 'ragazzo, figlio maschio'
raaka 'crudo, grezzo; crudele'
vala 'giuramento'


Serratamente correlate con il gruppo precedente sono le parole che potrebbero benissimo essere finniche, ma che non lo sono. Tali vocaboli (come per esempio morko, lepse, lauka) spesso differiscono appena da una parola finnica esistente, oppure hanno un aspetto fonetico che si adatta a quello del finnico. Questo gruppo di parole è più vasto rispetto al gruppo di parole finniche vere e proprie in Quenya. Tuttavia, circa un terzo del vocabolario Quenya nelle Etimologie è incompatibile con il finnico [3]. Buona parte di questo è dovuto alle differenze nel sistema consonantico esposte in precedenza.

Altre fonti

Dal Quenya Corpus Wordlist di Fauskanger si può avere una buona idea del vocabolario Quenya al di fuori delle Etimologie. Le parole provengono in buona parte da testi più tardi, e probabilmente rappresentano abbastanza bene la versione definitiva della lingua secondo Tolkien.

Lo studio di questa lista produce più o meno gli stessi risultati delle Etimologie. Di nuovo, circa un terzo delle parole non potrebbero chiaramente adattarsi alla fonologia finnica; tra le altre, ci sono alcune parole finniche con significati diversi, anche se non frequenti come in precedenza.

Forse la cosa più degna di nota è che dopo le Etimologie Tolkien sembra aver smesso di prendere in prestito parole finniche, dato che in questa lista non ve ne sono affatto.

Parole finniche ne Il Signore degli Anelli

Molti potrebbero essere interessati a sapere quante influenze finniche si possono trovare nell'opera più popolare di Tolkien. A differenza de Il Silmarillion[8], Il Signore degli Anelli non sembra avere connessioni evidenti con la Finlandia nella storia, ma ci sono alcune frasi in Quenya che contengono parole finniche. Io sono a conoscenza delle seguenti tre frasi:

1. Nel canto di Galadriel quando la Compagnia lascia Lórien (Libro II, cap. 8), verso 11:
ar ilyë tier undulávë lumbulë
"ed ogni sentiero è immerso nella profonda oscurità "
Tier è il plurale di tie 'cammino, sentiero' (il finnico ha tie 'via, strada')
2. Il verso 13 dello stesso canto:
i falmarinnar imbë met, ar hísië
".sulle onde spumeggianti poste fra di noi, e la bruma."
La parola met viene dal pronome me 'noi'+ la desinenza del duale -t, la quale indica che si parla di due persone. Me è 'noi' in finnico.
3. Nelle parole che Aragorn pronuncia durante la sua incoronazione (Libro VI, cap. 5), originariamente pronunciate da Elendil:
Et Eärello Endorenna utúlien
"Giungo dal Grande Mare nella Terra di Mezzo"
Utúlie (la desinenza -n significa 'io') è il perfetto di tul- 'venire, giungere', che ha lo stesso significato del finnico tulla. Un altro possibile elemento finnico in questa frase è et, che in questo caso significa 'fuori, da', ma potrebbe essere anche tradotto 'avanti', un po' come il finnico eteen.
Nomi

Nelle opere di Tolkien ci sono anche alcuni nomi che mostrano l'influenza del finnico. Tuttavia, bisogna stare attenti a non trarre conclusioni affrettate in questo caso. Bisogna ricordare che nelle lingue di Tolkien le parole sono collegate l'una all'altra, e che i nomi hanno un significato.

Per fare un esempio, De Anna suggerisce che Valinor, spesso associato con la luce nella mitologia di Tolkien, potrebbe essere collegato a valo, la parola finnica per 'luce'. Questo è del tutto possibile, ma la questione potrebbe non essere così semplice. Valinor significa 'il paese (o il popolo) dei Valar'; secondo De Anna, i Valar non avevano preso il loro nome dal finnico ma dall'antico nordico, dove la parola significava 'profetessa'[9]. A causa di questi problemi spesso non si può fare altro che speculare.

De Anna ipotizza anche che un nome arcaico per il Sole in Quenya, Kalavent-/Kalavún- ('nave della luce') potrebbe essere stato influenzato dal finnico kalavene ('barca da pesca'). Se così fosse, la parola kala, che rimase nell'uso come una parola piuttosto importante (per esempio nei nomi Calacirya e Calaquendi) potrebbe avere un'interessante origine finnica! (Nella lista precedente si può vedere che in Quenya esiste anche la parola hala 'pesce piccolo')

Esiste un gruppo di nomi Quenya che somigliano alla parola ilma ('aria') e al nome Ilmarinen (un personaggio del Kalevala, in origine un dio finnico[10]):
  • Ilmen, ' la regione delle stelle'
  • Ilmarë, ancella di Varda
  • Ilmarin, 'la dimora nell'alto dei cieli', la dimora di Manwë
E' da notare che Ilmarinen può essere diviso in Ilmari + il diminutivo -nen. Tolkien aveva forse intenzione di associare Manwë a Ilmarinen, dio dei viaggiatori e dei venti nell'antica religione finnica, o l'unica connessione tra i due è il nome? Le persone più coraggiose potrebbero anche ipotizzare che Silmaril[11] e altre parole ad esso collegate possano essere state ispirate a ilma.

La somiglianza tra i nomi di Eru Ilúvatar e Ilmatar del Kalevala incoraggia altre speculazioni, soprattutto perché entrambi partecipano in prima persona alla creazione del mondo. Un altro nome che potrebbe inserirsi bene nel Kalevala è Annatar, usato da Sauron nella Seconda Era. Ma questa è probabilmente solo una coincidenza. In finnico -tar/-tär è una desinenza femminile, presente in molti nomi del Kalevala[12]. In Quenya tar significa 'alto' o 'signore'.

Fonti

Bradfield, Julian. "Elvish Pronunciation Guide"
http://www.dcs.ed.ac.uk/misc/local/TolkLang/pronguide.html

Carpenter, Humphrey. J.R.R. Tolkien: A Biography.

De Anna, Luigi. "The Magic of Words: J.R.R. Tolkien and Finland." In Scholarship and Fantasy: Proceedings of the Tolkien Phenomenon. Ed. K.J. Battarbee [Disponibile almeno presso la biblioteca di Turku, Finlandia]

Fauskanger, Helge.
"Tolkien's Not-So-Secret Vice." http://www.uib.no/people/hnohf/vice.htm
"Quenya Corpus Wordlist." http://uib.no/people/hnohf/qlist.htm
"Quenya - the Ancient Tongue" http://uib.no/people/hnohf/quenya.htm
Hakulinen, Lauri. Suomen kielen rakenne ja kehitys. [ovvero "Struttura e sviluppo della lingua finnica"]

Rautala, Helena. "Familiarity and Distance: Quenya's Relation to Finnish." In Battarbee, op.cit.

Tolkien, J.R.R. The Lost Road and Other Writings. Ed. Christopher Tolkien (The History of Middle-earth, vol. 5)

Note

[1] La dh di raudha si pronuncia come th nell'inglese this.

[2] L'elenco delle consonanti del Quenya è basata su Ancient Tongue di Fauskanger. Per un modo di presentarle leggermente diverso (che rende il sistema ancora meno somigliante a quello del finnico), vedi Bradfield.

[3] La quantità dipende molto da come viene calcolata. Io ho deciso di considerare le parole contenenti d come incompatibili con il finnico, anche se la d appare in finnico come un grado debole della t in alcune forme declinate (nonché in prestiti recenti).

[1] - Le lingue uraliche, o ugro-finniche, sono una famiglia di lingue originarie dell'Asia centrale. Al giorno d'oggi sono parlate principalmente in Russia, nella regione degli Urali, e in alcuni Paesi europei. Le lingue più diffuse della famiglia sono il finnico e l'estone (ramo finnico) e l'ungherese (ramo ugrico). Si tratta di lingue grammaticalmente e lessicalmente molto diverse dalle lingue indoeuropee.

[2] - In finnico 'ferro', come specificato più oltre. Il significato originario dell'antica parola germanica era 'rame', che poi per traslato è diventato 'rosso' (red, rot, röd, ecc) nelle lingue germaniche odierne.

[3] - 'Luccio' (pesce molto diffuso nelle acque dei Paesi scandinavi e presente in molti miti).

[4] - L'inessivo è uno dei 6 casi locativi in finnico e indica stato in luogo ('in, dentro').

[5] - In king il fonema è uno solo, [|˜|]; in finger sono due, [|˜|g].

[6] - 'Etichetta, pezzo di carta'.

[7] - 'Modo, maniera'.

[8] - In particolare la storia di Túrin, ma ci sono anche altri punti di contatto.

[9] - È la stessa parola che si ritrova nel titolo di uno dei canti dell'Edda poetica, la Voluspá, ovvero 'profezia della veggente'. Questo è il canto in cui si trova la descrizione della fine del mondo, o Ragnarök..

[10] - Si tratta del fabbro che forgia il Sampo, il mitico oggetto al centro del poema.

[11] - Un'altra possibile connessione del nome Silmaril è con silmä, 'occhio' (mia ipotesi personale!).

[12] - Ad esempio Luonnotar, 'fanciulla della natura', la madre di Väinämöinen.

 

Sitografia

http://www.saunalahti.fi/~alboin/finn_que.htm

 

           
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